Regione Piemonte - Città Metropolitana di Torino
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La creazione di un nuovo distretto del cibo è un’occasione molto importante in quanto andrebbe a favorire la valorizzazione delle produzioni agricole ed agroalimentari ed allo stesso tempo il paesaggio rurale locale. Verrebbero favoriti più soggetti di un determinato territorio: dalla filiera produttiva all’offerta turistica e culturale locale attraverso strumenti di sviluppo concreti.

Sono previsti momenti di scambio, confronto, creazione con enti pubblici, associazioni di categoria, privati, artigiani e agricoltori.

Presentiamo il calendario incontri stabiliti per il mese di aprile

mer 3 apr 24 16.00-17.30 Corso Jacopo Lombardini, 2, 10066 Torre Pellice TO Unione Montana Pinerolese
mer 3 apr 24 18.30-20.00 Via Re Umberto, 10063 Perosa Argentina TO Unione Montana Valli Chisone e Germanasca
mer 10 apr 24 18.30-20.00 Via Pelissere, 16, 10040 Villar Dora TO Unione Montana Valle Susa
mer 10 apr 24 16.00-17.30 Via F. Marchini, 2, 10094 Giaveno
TO
Unione Montana Val Sangone
mer 24 apr 24 16.00-17.30 Piazza Garambois, 1, 10056 Oulx TO Unione Montana Alta Valle Susa
mer 24 apr 24 18.30-20.00 Via Pinerolo 0, sala FORMONT, 10054, Cesana Torinese TO Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea

Per facilitare la raccolta dati e l’organizzazione chiediamo cortesemente la compilazione del seguente form a tutti i partecipanti: https://forms.gle/REYUjtJ3iVGeUSf56

In breve, presentiamo gli argomenti trattati nelle riunioni della settimana scorsa.

  1. Presentazione dello strumento “Distretto del Cibo”

Lo strumento del “Distretto del Cibo” viene presentato a partire dalla normativa regionale che lo ha istituito, evidenziandone le componenti principali:

  • Identificazione territoriale
  • Rappresentatività del settore agricolo di riferimento
  • Orizzonte strategico triennale per le proposte di sviluppo
  • Percorso di accreditamento
  • Caratteristiche del futuro ente gestore del Distretto

In merito al primo aspetto, viene presentato l’assetto del comitato promotore, che vede presenti 6 Unioni Montane (UM Alta Valle Susa, UM Comuni Olimpici Via Lattea, UM Pinerolese, UM, Valle Susa, UM Valli Chisone e Germanasca, UM Valsangone). Viene anche analizzato il caso dei due comuni aderenti a UM, ma non al GAL EVV: questi comuni possono essere inseriti nel territorio del Distretto del Cibo, con l’unico vincolo di non poter accedere ad eventuali futuri finanziamenti concessi dal GAL EVV.

Passando al secondo elemento distintivo, viene proposto l’approccio individuato per garantire la rappresentatività del settore agricolo: grazie alla partecipazione all’accordo di distretto delle organizzazioni agricole, verrà garantita la rappresentatività sui rispettivi aderenti, senza necessità di coinvolgere direttamente le singole aziende nella costituzione del Distretto. In fase di preparazione della domanda di riconoscimento, verrà richiesto alle organizzazioni agricole di condividere il proprio elenco associati per il territorio di riferimento, in modo da poterli correttamente caricare sulla piattaforma regionale di presentazione della domanda.

La candidatura del distretto dovrà prevedere un Piano di Distretto, con validità triennale, che contenga tutte le linee guida strategiche per lo sviluppo del territorio. Poiché le azioni che il Distretto andrà a fare nel corso del triennio dovranno essere coerenti con le linee strategiche qui definite, è fondamentale redigere un piano che tenga conto delle effettive esigenze del territorio e delle sue aziende. Per questo motivo, viene proposto un percorso di animazione oggetto di discussione al punto successivo.

Una volta definita la compagine associativa del Distretto e il Piano strategico triennale, dovrà essere presentata una candidatura agli uffici regionali competenti, per l’ottenimento del riconoscimento. La Regione Piemonte confermerà questo riconoscimento a mezzo Determina Dirigenziale (in genere nell’arco di un paio di settimane dalla trasmissione della domanda), che verrà poi trasmessa dalla Regione al Ministero dell’Agricoltura affinchè il nuovo Distretto del Cibo sia inserito negli elenchi nazionali. Questo requisito è infatti necessario per poter avere accesso alle fonti di finanziamento riservate ai Distretti del Cibo.

I presenti vengono informati che, entro 60 giorni dalla determina di riconoscimento, i soggetti che avevano sottoscritto l’accordo di distretto in fase di candidatura dovranno costituire il nuovo soggetto gestore del Distretto del Cibo. A livello regionale, i distretti si stanno organizzando con forma associativa o forma consortile. Nel corso di un primo incontro con le Unioni Montane era emersa una preferenza per la forma associativa, attualmente al vaglio delle strutture interne delle Unioni per confermarne la fattibilità. Non appena questa verifica sarà completata, le bozza di accordo di distretto e di statuto verranno condivise anche con le organizzazioni di categoria.

 

  1.     Presentazione del percorso di animazione

È stato presentato il percorso di animazione territoriale finalizzato alla raccolta delle esigenze del tessuto produttivo locale, organizzato secondo 6 incontri (uno per Unione Montana promotrice) che si svolgeranno nel mese di aprile.

I rappresentanti delle associazioni presenti hanno confermato la loro disponibilità a comunicare questi incontri ai propri associati, favorendone la partecipazione.

Il GAL condividerà a mezzo mail la locandina con il dettaglio di tutti gli incontri e delle modalità di contatto e partecipazione.

È stata anticipata anche la diffusione di un breve questionario per le aziende, che verrà presentato nel corso degli incontri di animazione territoriale, volto anch’esso a raccogliere i fabbisogni del tessuto produttivo. Anche per questo strumento, i rappresentanti presenti hanno confermato la propria disponibilità a trasmettere il questionario ai propri associati (tramite le proprie newsletter), per favorire la massima partecipazione al sondaggio.

  1.     Analisi delle possibili fonti di finanziamento

Vengono esposte le principali fonti di finanziamento a cui il Distretto del Cibo, una volta costituito e riconosciuto, potrà aver accesso:

  • In quanto ente no profit, finanziamenti a carattere locale (Fondazioni bancarie, CCIAA, etc.), in particolare per attività di comunicazione e promozione
  • Eventuali bandi GAL, se coerenti con la tipologia di soggetti e con il piano di distretto, per le sole aziende con sede in area GAL
  • Bandi regionali per la promozione della filiera corta (CSR SRG07) – contributo al 100% per azioni di promo-commercializzazione sulla filiera corta, prossimo bando previsto a fine estate
  • Bandi regionali per l’innovazione in campo agricolo (CSR SRG01) – contributo al 100% per la gestione di gruppi operativi che lavorano su un progetto di innovazione di prodotto, tecniche produttive e modelli gestionali, prossimo bando previsto a ottobre/novembre
  • Bando MASAF Distretti del cibo – contributi dal 40% al 100% per programmi articolati che possono includere comunicazione e promozione, attività di ricerca, investimenti in miglioramento aziendale