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Sentiero verso il futuro scritto di Marcello Salvati

Sentiero verso il futuro

scritto di Marcello Salvati

 

Il Museo all’aria aperta di Oulx non è soltanto un sogno fattosi realtà di un’amministrazione comunale che, nel talento creativo, ha individuato uno dei volani portanti per la crescita della società ma si rivela soprattutto un’operazione di resistenza culturale, la dimostrazione cioè di una sana vitalità intellettuale, capace di tutelare le proprie origini per proiettarle verso il futuro.

Nell’Arte e nella Cultura, Oulx ci ha sempre creduto.

Lo testimoniano la scultura di Mario Molinari, che svetta di fronte al Municipio, e le annuali iniziative culturali che interagiscono con un ambiente alpino di rara bellezza proponendo una percezione altra del contesto urbano del capoluogo e delle borgate.

Il Museo trasforma Oulx in un Tempio consacrato al culto dell’arte, e le opere esposte ne sono le mètope che lo esaltano, raccontando non quello che è stato ma quello che sarà.

Il percorso proposto dagli artisti si snoda attraverso un tracciato che permette di vivere e di percepire la città con occhi diversi.

Intenti a cercare le opere d’arte, scopriamo scorci architettonici mai visti prima e ci accorgiamo come un quadro, collocato fuori dalle consuete mura domestiche, diventi all’improvviso una meta da raggiungere per dare nuovi significati alla nostra quotidianità.

I dipinti e le sculture marcano i luoghi dove sono stati collocati con un’aurea di silenziosa e meditativa attesa.

Le prime tracce, di questo ideale sentiero verso il futuro, partono dal Borgo Superiore dove,
sotto un antico loggiato, troviamo i primi capolavori. “Piccolo omaggio a Bach”, una scultura in metallo di Tino Aime, ricorda le canne di un organo che sembrano vibrare con l’opera “La fontanella” di Luciano Spessot.

A seguire “Frutti di mare”, un gustoso gemellaggio tra la montagna e il mare realizzato da Sandro Lobalzo, che ben si sposa con “Cose di…prima” di Lia Laterza e “La fontana” di Sergio Albano,
quadri che ci riportano indietro nel tempo, ad un passato ormai relegato nei musei etnografici.

Addentrandoci nel Borgo Superiore, quasi nascosta agli occhi umani ma prediletta da quelli divini, scopriamo piazza Mistral dove fanno bella mostra il rilievo in legno policromo “Frescura d’estate” di Aime e “A vista”, un acrilico su tavola di Spessot che ritrae un insieme di nature morte.

Scendendo verso il centro del paese, in piazza Garambois, ci aspetta “Cielo Dittico” di Antonio Carena in contrapposizione con quello naturale, attraverso un luminoso gioco di rimandi e riflessi.

Successivamente raggiungiamo “La filatrice” di Albano che si affaccia su piazza Dorato Guido ad ingannare l’occhio con la sua eterea presenza. Passeggiando per via Roma ci aspetta, sornione, il gatto di Lobalzo appisolato in una giornata di cocente “Meriggio”.

A rinfrescarci nelle ore più calde è l’opera di Lia Laterza, “Cose d’acqua” che, all’ombra di una fontana, esalta la devozione religiosa e la semplicità degli oggetti per la raccolta dell’acqua.

Il Museo all’aria aperta attende ora nuove visioni che conducano verso le case delle borgate di Oulx, ma questo è un altro sentiero culturale ancora tutto da inventare…

Marcello Salvati

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