Lia Laterza

Lia Laterza Benini è nata a Susa, vive ed opera a Torino in Corso Brunelleschi a Moncenisio (TO).
Conclusi gli studi all’ Accademia Albertina di Torino ha frequentato i corsi intemazionali di grafica ad Urbino e Venezia.
Nel 1970 ha iniziato l’attività espositiva; conta al suo attivo numerose mostre personali ed ha partecipato su invito ad importanti esposizioni e concorsi in Italia, Francia, Svizzera, U.S.A.,U.R.S.S. vincendo premi per la pittura e per l’incisione.
Ha allestito quadri di scena per il teatro, pitture murali nel Canavese, sull’Altipiano d’Asiago e nella valle di Susa e pale d’altare per varie chiese nella Provincia di Torino.

Ha eseguito tirature di grafica per numerosi committenti e sue opere figurano in collezioni pubbliche e private. Le è stato conferito a Susa il premio per la cultura ” Il Grillo d’ Oro 1990″ e a Milano il “premio Ambiente 2000”.

E’ presente alle rassegne: “Le porte dipinte” di Valloria (IM), “Il Museo all’aria aperta” di Oulx (TO) e “Presepe d’Arte” alla Pita di Gravere (TO). Hanno scritto di lei: G. Amprino, M.Bernardi, R. Biordi, E. Caballo, L. Cabutti, G. Calcagno, F. Caresio, L. Carluccio, R. Civello, O. Conenna, M. Contini, G. Cordero, F. De Caria, L. De Federicis, M. Faussone, G. Ferrero, A. Galvano, T. Gatto, M. Marchiando Pacchiola, V. Mariani, L. Mancinelli, G. Massara, A. Mistrangelo, M. Monteverdi, A. Nardi, A. Oberti, G. Pacher, G. Piardi, G. Popolla, R. Sacco, M. Salvati, G. Seveso, A. Spinardi, D. Taverna, G. Viarengo e altri. E’ presente sui principali cataloghi di quotazione di arte contemporanea.

Cose d’acqua

In stille o rigagnoli, un fiume in piena o la vena nascosta di un torrente carsico, la memoria della mia infanzia e prima giovinezza sgorga, scorre, trascolora.
Gli oggetti d’uso semplici e veri di quando s’attingeva alle fonti, ai lavatoi, sul greto del Cenischia, al pozzo o alla sorgente e non dai rubinetti miscelatori; quelle cose allora familiari e concrete, oggi evanescenti ricordi: le pesanti scodelle, bacili di metallo, caraffe, secchi di rame o zinco, l’annaffiatoio sbalzato iridescente, il catino smaltato ove sciacquarsi le mani e il viso… gesti del vivere quotidiano.

Nel travasarsi da un recipiente all’altro, con la cura di non sprecare un bene prezioso di tutta la comunità, miracolo della natura e dono del Creatore, con la particolare benedizione della Vergine Maria, traluce un’antica saggezza da non disperdere.

Dalla tersa linfa di questa fontana, lacrimatoio della montagna, da gocce di pensieri che sanno di malinconia e consolazione materna, trarrai – o viandante – ristoro e refrigerio, balsamo alle ferite de! corpo e oblio per quelle dell’animo, purificazione e salute; qui placherai con la sera la sete di sapere.

Altre opere

Gli artisti:

Tino AimeSergio AlbanoAntonio CarenaChen LiLia LaterzaSandro LobalzoKurt MairMario MolinariGiacomo SoffiantinoLuciano SpessotFrancesco TabussoSergio UniaElisabetta Viarengo Miniotti

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