Elisabetta Viarengo Miniotti

Elisabetta Viarengo Miniotti è nata a Torino nel 1937 dove risiede e lavora.
Diplomatasi al Liceo Artistico, ha frequentato l’Accademia Albertina quale allieva di Giacomo Soffiantino e il “Corso di Tecniche Sperimentali del Centro Internazionale della Grafica di Venezia”.

Espone in collettive e personali dal 1975.
È del 1998 l’Antologica di grafica ordinata al Palazzo Lomellini a Carmagnola.

Ha curato personali a Torino, Roma, Venezia, Mondovì, Carmagnola (antologica di incisione), Chieri, Asti, Barcellona

Ha partecipato su invito a rassegne in Italia e all’estero: Cittadella, Sao Paolo, Torino, Biella Mondovì, Sint Nildas, Gaiarine, Roma, An Oss, Kiyiv, Santa Croce sull’Arno, Strasburgo, Volgograd, Modica, Chieri, Mozzate, Nancy, Mirano, Firenze, Barcellona, Chambery, Bruxelles, Campobasso, Piscina, Neulingen, Budapest, Susa

È presente alle rassegne permanenti: Torino-“Museo Arte Urbana” (MAU Campidoglio), Valloria (Im)-“Le Porte dipinte”, Gravere (To)-“La Pita-Presepe d’Arte”,Oulx (To)-“Museo all’Aria Aperta”

Fa parte dell’Associazione incisori veneti

Bosco di betulle

Non è raro passeggiando tra i boschi scoprire tra il folto arboreo l’immacolata forma di una betulla.
Quello che è strabiliante è l’emozione che riesce a trasmetterci.
Non è sempre uguale, Lei muta aspetto e umore secondo il momento o la stagione: ci appare nel nero folto come un fantasma oppure mimetizzata, con le forme frantumate dai raggi del sole che le giungono filtrati dai rami o ancora immersa nel bianco smagliante della neve dove solo le sue screpolature e i suoi nodi ci parlano della sua esistenza e delle stagioni passate.

Alcune opere

   
   

La critica

…Dirò così, con l’acqua si può dipingere l’acqua?
La dissoluzione di un corpo solido nell’acqua, come liquefazione per acqua del pigmento in polvere o compresso?
Non sarà banale equivalenza invece che bilancio metaforico, come a credere debba essere la pittura?

Sciolgo la perplessità quando l’artista mi mostra un volumetto datato di appunti scritti e disegnati, fatti per “studiare” i caratteri della pittura e della scultura antica (occasione, un esame di maturità), e precisa: “Mantegna l’ho capito così, ed è un artista che mi insegna ancora molto, per l’esattezza sottile e senza trucco”.

Ecco, se non si dimentica Mantegna, si può tentare di dipingere un corpo che si stempera nell’acqua, e perfino “una pozza d’acqua” azzurrata che deborda dal foglio-piscina; con pulizia e perizia.

Alla fine, senza cancellare quanto già detto, rilevo la cosa più evidente: Elisabetta Viarengo Miniotti continua ad interrogarsi sulla luce e a dipingerla da tonalista, la luce, anche quando diventa abbagliante ed è un’impresa ricondurla alla gamma tonale.

Le sue acque, i suoi corpi nell’acqua sono ulteriori misure di luce, semmai di una luce che si fa sempre più instabile, protagonista delle forme dell’apparire. Pino Mantovani

Gli artisti:

Tino AimeSergio AlbanoAntonio CarenaChen LiLia LaterzaSandro LobalzoKurt MairMario MolinariGiacomo SoffiantinoLuciano SpessotFrancesco TabussoSergio UniaElisabetta Viarengo Miniotti

Torna alla pagina principale del museo all’aria aperta

I commenti sono chiusi.