Arte ad Oulx scritto di Angelo Mistrangelo

Nelle strade, nelle piazze e dinanzi ai lavatoi, nel borgo storico di Oulx è stato allestito un suggestivo “Museo all’aria aperta”. Una iniziativa che, organizzata dal Comune, presenta una significativa sequenza di opere legate alla cultura figurativa piemontese.

E così sulle antiche mura, nelle finestre cieche, intorno alle fontane, sono state inserite delle “tavole” che hanno arricchito gli spazi pubblici consentendo ai turisti e, soprattutto, ai cittadini di accostarsi ad alcune delle esperienze dell’arte contemporanea: tra astrattismo e limpida figurazione.
A questo primo appuntamento hanno aderito sei pittori ai quali ne seguiranno, è già stato deliberato, altri che trasformeranno il tessuto urbano in una vera e propria galleria.

L’itinerario di questo “Museo”, si apre, all’inizio di via Roma, con l’acrilico “Cose d’acqua” di Lia Laterza, che ha delineato con perizia una Madonna con Bambino, mentre sul piano di un tavolo ha fissato un mestolo, una bacinella, una brocca e una tovaglia.
Proseguendo, sempre in via Roma, s’incontra “Meriggio”: un sonnacchioso gatto e un vaso eseguiti da Sandro Lobalzo con minuziosa cura, con un nitido realismo che si “scopre” anche ne “La filatrice” di Sergio Albano rappresentata appoggiata al davanzale di una finestra con accanto un gatto. Poco oltre, in piazza Garambois, Antonio Carena ha collocato il suo limpido “Cielo dittico”, che rinnova un percorso espressivo caratterizzato da un cielo azzurro solcato da bianche nuvole.
E lungo la strada che porta al Borgo Superiore, si possono ammirare, sotto la tettoia della “Fontana della Vière”, le composizioni di Tino Aime, autore di “Piccolo omaggio a Bach” in acciaio, di Sandro Lobalzo con “Frutti di mare” e “Cose di…prima” di Lia Laterza (verificare…).
Dalla Casa des Ambrois del XV secolo, ci si inoltra lungo il Vicolo Del Forno per accedere in Piazza Mistral, con una fontana di stile delfinale e lavatorio. In questa piazza si possono vedere il dipinto “A vista” di Luciano Spessot, che coglie con un rigoroso e simbolico verismo il mondo circostante e il legno policromo “Frescura d’estate” di Tino Aime, realizzato con una piacevole e meditata resa di “freschissime” e cromatiche fette d’anguria.

Angelo Mistrangelo

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